A PROPOSITO DI TRAINER DELL'ANIMA
E che sarà mai un Trainer dell'Anima? Il cammino dell'Anima è un cammino solitario, un ricercatore spirituale la sua strada deve farsela da solo. Ma tra una tappa e l'altra può essere che abbia bisogno di qualcuno che gli regga la lampada o che lo prenda per mano. Non per fornigli soluzioni nè per vendergli ricette ma soltanto per fargli da specchio e aiutarlo a rendersi consapole della sua voce interiore. Questo potrebbe essere un Trainer dell'Anima ma è un termine che ho inventato per rispondere al mio dubbio su me stessa: io che lavoro faccio nell'ambito terapeutico?
Il cammino dell'Anima è il senso della nostra esistenza. Ma ne siamo consapevoli oppure vaghiamo smemorati lasciandoci sballottare dagli eventi della nostra Personalità? Smemorati, certo, perchè non siamo ignoranti. Sappiamo bene che cosa siamo venuti a fare su questa terra, in questa esistenza, abbiamo scelto tempo, spazio, perfino i genitori, abbiamo programmato fin nei dettagli il cammino da compiere in questa vita. Pare proprio che sia così. Quindi non possiamo non sapere ed è proprio perchè a qualche nostro livello noi sappiamo bene che cosa ci serve, che cosa voglisamo e che cosa non vogliamo, è proprio per questo che spesso stiamo male. Quando sentiamo che i bisogni della Personalità non seguono più quelli dell'Anima avvertiamo la Disarmonia, quella che non dovrebbe esserci se fossimo sempre in contatto profondo con noi stessi. Con la nostra parte di Luce. E allora stiamo male spiritualmente, psicologicamente, fisicamente. Quando uno di questi tre piani è in disarmonia, prima o poi anche gli altri due si incrinano perchè noi non siamo divisi in un un corpo, in una psiche e in un'Anima ma siamo esseri multidimensionali con le porte sempre aperte tra ingannevoli pareti.
Quando una persona si ammala in uno di questi piani e decide di guarire sta cominciando a rinascere perchè ogni disarmonia che arriva e che riusciamo a percepire è un prezioso campanello per il nostro risveglio. Ci racconta che c'è qualcosa che non va nella nostra esistenza e che possiamo vivere molto meglio se lo raddriziamo. E' vero, raddrizzare la strada, rivedere alcune scelte è spesso un po' doloroso e spesso ci vuole coraggio per lasciare andare quello che non ci appartiene più. Ma è proprio questa zavorra che ci ostiniamo a portare sulle nostre spalle che ci butta nel fosso della disarmonia. E quel fosso prende diversi nomi: noia, stanchezza, insoddisfazione, malumore, insicurezza, rabbia, esaurimento, depressione, male di vivere, malattia.
Non ha senso vivere tutto questo come vittime o far finta di niente. Nel primo caso non si verràa capo di nulla, la guarigione non arriverà e non sarà servito a niente dare la colpa del nostro disagio agli altri, alla società, alla vita moderna, al destino. Nel secondo caso , anche se riuscissimo a trangugiare il rospo nascondendolo ai nostri stessi occhi, il disagio risorgerà questa volta non come rospo ma come drago. Sempre più grande, sempre più doloroso. La soluzione è affrontare il problema, guardarlo in faccia per capire il senso di quel messaggio e cambiare rotta alla nostra vita. Magari può bastare attraversare un ponte, o inforcare un sentiero parallelo, oppure salire o scendere a valle. Oppure si tratta di invertire il senso di marcia o di cambiare mezzo di locomozione o velocità. Una cosa è certa: ogni momento difficile può essere trasformato in avventura...
Susanna
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